Italia - Palermo, 18 dicembre

Dopo la strage del 3 ottobre, in cui hanno perso la vita in quasi 400 fra donne, uomini e bambini nuovamente Lampedusa è tornata alla ribalta. A fronte del consueto 'spettacolo' della frontiera sull’isola, una serie di associazioni, movimenti, uomini e donne hanno deciso di ribaltare la logica sicuritaria che ha reso troppe volte il nostro mare un cimitero.

È nata una vasta rete che propone di ripartire da Lampedusa per scrivere nuove regole sulle migrazioni, di partire dal basso per cambiare il quadro legislativo e politico che regolano i flussi migratori.

Dal 31 gennaio al 2 febbraio 2014 movimenti, associazioni, organizzazioni, italiane, europee, mediorientali e nordafricane si incontreranno così sull’isola per scrivere la Carta di Lampedusa. Non una nuova organizzazione, ma un patto, un manifesto, una dichiarazione, una convergenza di intenti: una fonte di diritto dal basso, non dato, ma legato all’immediata necessità di difenderlo e conquistarlo.

Discutiamo insieme a Palermo delle stragi e della militarizzazione nel Mediterraneo e di come ripartire iniziando dalla Carta di Lampedusa.

Introduce Emilia Guarino, Diaria Didattica Arte Ricerca Azione

Proiezione del video di Enrico Montalbano, "Superstiti e bare"

Yodith Abraha, "Dopo la strage del 3 ottobre. I familiari delle vittime e le censure istituzionali"

Judith Gleitze, "La strage dell’11 ottobre, le indagini indipendenti e la militarizzazione del Mediterraneo"

Fulvio Vassallo Paleologo, "La Carta di Lampedusa"